
Padre Figlio e spirito Santo trinità dei credenti cattolici, simbolo dogmatico di Santa Romana chiesa che da millenni vengono venerati nelle chiese cattoliche di tutto il mondo da milioni di fedeli riconoscendo il Papa sommo pontefice della chiesa e unico sovrano della città del Vaticano. Una fede tramandata nei millenni, le sue origini iniziano con la datazione temporale, demarcazione che separano gli anni avanti e dopo cristo partendo dall'anno zero. Trinità, simbolo di quel Cristo sulla croce figlio di Dio crocefisso dai Romani diventato culto della fede Cattolica. La devozione alla trinità nel periodo a.C. le sue origini si perdono nel tempo. Sono inequivocabili i riferimenti di devozione dell’antico popolo Sardo all'antica Trinità, Terra, Acqua, Luce, Terra come Madre, Acqua come Linfa, Luce come forza divina. Ancora oggi in Sardegna non si sa esattamente quanti siano i luoghi di culto e di devozione ritrovati. Trinità rappresentata col simbolo della Dea Madre sa Mere Manna ,madre della Vita. Madre, Padre e Figlio nello stesso tempo. Creatore, Supremo e Giudice nello stesso istante. Fonte di vita e di morte nel suo cammino. L’antico popolo Sardo consapevole di questa forza divina dedicò innumerevoli luoghi di culto per la devozione alla trinità rappresentandola con l'immagine della Dea Madre o sa Mere Manna. Perseguitati e messi al rogo da Diocleziano il popolo Sardo continuò a tenere fede e devozione alla trinità nuragica fino all'ascesa di (ANTINE MANNU) Costantino il Grande. Sostenuto dalle truppe Sarde de sa VARDIANIA Salito al potere concesse libertà di culto e abolì la schiavitù. Fece della Sardegna un suo protettorato una zona franca. La trinità dei Sardi divento la sua fede, simbolo delle sue battaglie, stendardo delle sue vittorie. La forza protettrice della dea cruciforme fecero di lui l'imperatore più grande. Il popolo Sardo dedicò riconoscenza e venerato come(Santu ANTINE) Costantino il Grande. Ancora oggi ogni anno dal popolo Sardo viene ricordato con una sfrenata corsa a cavallo dai cavalieri di Sedilo con l'ARDIA. Ricorrenza che si svolge da secoli nei luoghi dedicati in onore di ANTINE MANNU (oggi avvicendato e soprapposto) da un santuario di fede cattolica che non ha mai proclamato santo Costantino. Salito al trono papale Gregorio Magno inizia per il popolo Sardo la decostantinizazione. Venerando la Dea Madre sa Mere Manna il popolo Sardo viene ritenuto da Gregorio Magno un popolo di animali, scimmie che adorano pietre e legno. Con la nomina di Ospitone (unu TRAITORE) a Re dei Sardi Pellitti inizia per il popolo Sardo l'annientamento della trinità nuragica. Devastato i luoghi di culto e bruciato tutte le scritture su ordine di Gregorio Magno e con la complicità dell'infame Ospitone il popolo Sardo viene legittimato e consacrato cattolico.
I luoghi di culto nuragico nonostante tutto sono sopravvissuti per millenni, tenuti nascosti nel tempo sotto il manto protettore della madre terra sono arrivati fino ai giorni nostri. Tanti luoghi di culto sono stati profanati e distrutti dai popoli invasori, sovrastati, sovrapposti, modificati e sostituiti e definitivamente soppiantati dalla trinità cattolica Romana diventata fede ufficiale del popolo Sardo. La trinità nuragica con la figura della Dea Madre sa Mere Manna è comunque rimasta radicata alla propria terra. Da essa stessa custodita per millenni nei luoghi di culto rimasti nascosti sotto terra. Quella forma cruciforme oggi ricompare puntuale come segno premonitore che tanto potere aveva dato a (ANTINE MANNU) Costantino il Grande intercessore di quel sogno premonitore della Dea Madre o Mere Manna a forma di croce protettora de su populu Sardu, diventato simbolo di potere divino della chiesa cattolica Romana.
L'Antico Popolo Sardo venerò la trinità Terra, Acqua, Luce. Terra come Madre, Acqua come Linfa, Luce come forza divina. Sin dai tempi più antichi il popolo Sardo dedicò luoghi di culto delle tre forze naturali che sono l'essenza della vita. Sapevano che tutto ciò che prendevano dalla terra, alla fine tornava alla terra.
Oggi la chiesa cattolica Romana a nome della trinità predica la pace ma benedice i soldati che fanno le guerre di sterminio. Il papa invoca aiuto agli affamati ma non rinuncia a un'oncia dell'immenso tesoro che si trova dentro il vaticano. Concede l'ostia dal calice costruito con l'oro estratto avvelenando la madre terra (Furtei). Per quale motivo il popolo Sardo e tutti i credenti cattolici del mondo devono ancora credere alla trinità della chiesa di Roma sapendo che DIO dentro quella chiesa non è mai entrato.
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